Radiografie del ginocchio: quali esami sono necessari per una valutazione corretta
Il dolore al ginocchio è un disturbo molto comune, soprattutto dopo i 50 anni.
Quando il sintomo persiste o limita le attività quotidiane, uno dei primi passaggi per una corretta valutazione è l’esecuzione di radiografie mirate del ginocchio.
La radiografia rappresenta l’esame di primo livello nello studio delle principali patologie articolari, in particolare dell’artrosi. Tuttavia, perché l’esame sia realmente utile, è fondamentale che venga eseguito con le proiezioni appropriate e secondo criteri clinici corretti.
Questo articolo ha l’obiettivo di spiegare in modo chiaro e rigoroso quali radiografie del ginocchio sono indicate, cosa permettono di valutare e quali sono i loro limiti.
Il ruolo della radiografia nella diagnosi delle patologie del ginocchio
La radiografia consente di analizzare le strutture ossee e, indirettamente, lo stato dell’articolazione.
Nel contesto del ginocchio, permette di valutare:
la riduzione dello spazio articolare
la presenza di segni degenerativi (osteofiti, sclerosi ossea)
l’allineamento dell’articolazione
eventuali deformità o alterazioni strutturali
Nell’artrosi del ginocchio, la radiografia è considerata l’esame di riferimento iniziale, in quanto fornisce informazioni fondamentali per l’inquadramento diagnostico.
Radiografie del ginocchio sotto carico:
Perché il carico è essenziale
Le radiografie del ginocchio devono essere eseguite sotto carico, cioè in posizione eretta.
L’artrosi è una patologia meccanica: il consumo della cartilagine e la riduzione dello spazio articolare diventano evidenti soprattutto quando l’articolazione sostiene il peso corporeo.
Radiografie eseguite da sdraiati possono non rappresentare fedelmente la condizione reale del ginocchio durante la vita quotidiana.
Perché eseguire l’esame su entrambe le ginocchia
Anche in presenza di dolore monolaterale, è consigliabile eseguire le radiografie di entrambe le ginocchia.
Il confronto tra lato sintomatico e controlaterale aiuta a interpretare correttamente i reperti e a contestualizzare il grado di degenerazione.
Proiezioni radiografiche standard del ginocchio:
Le proiezioni radiografiche standard rappresentano il primo e più importante passo nello studio del ginocchio doloroso.
Sono fondamentali per ottenere una visione d’insieme dell’articolazione e per orientare correttamente gli approfondimenti successivi.
Proiezione antero-posteriore (AP) sotto carico
La proiezione antero-posteriore eseguita sotto carico, cioè con il paziente in piedi, rappresenta la base dello studio radiografico del ginocchio.
Questa proiezione consente di valutare:
il compartimento mediale
il compartimento laterale
l’ampiezza dello spazio articolare, indicativa dello stato della cartilagine
L’esecuzione sotto carico è essenziale perché riproduce le condizioni reali in cui il ginocchio lavora nella vita quotidiana.
Una radiografia eseguita da sdraiati può infatti sottostimare il grado di usura, mostrando spazi articolari apparentemente conservati che, in realtà, si riducono significativamente quando il ginocchio è caricato.
Per questo motivo, una proiezione AP sotto carico correttamente eseguita è indispensabile per una valutazione attendibile dell’artrosi del ginocchio.
Radiografia ginocchia AP sotto carico in stazione eretta per valutazione dell’artrosi del ginocchio
Proiezione laterale:
La proiezione laterale completa lo studio radiografico standard e permette di analizzare il ginocchio su un piano diverso rispetto alla proiezione antero-posteriore.
È utile per valutare:
il profilo articolare
le componenti posteriori dell’articolazione
eventuali alterazioni ossee o segni indiretti di sofferenza articolare
Pur non essendo la proiezione principale per la valutazione dello spazio articolare, la radiografia laterale fornisce informazioni complementari importanti e contribuisce a una lettura completa e corretta del ginocchio.
Radiografia laterale del ginocchio sotto carico per valutazione dell’artrosi
Proiezioni specifiche per la valutazione dell’artrosi
Proiezione di Rosenberg:
La proiezione di Rosenberg è una radiografia del ginocchio eseguita sotto carico, con il paziente in posizione eretta e il ginocchio flesso di circa 45 gradi.
Questa proiezione consente una migliore visualizzazione delle superfici articolari posteriori, spesso coinvolte nelle fasi iniziali o intermedie dell’artrosi.
In particolare, la proiezione di Rosenberg permette una visualizzazione più accurata del compartimento femoro-tibiale posteriore, cioè l’area dove, molto spesso, iniziano i primi segni di degenerazione cartilaginea nell’artrosi del ginocchio.
Cosa mostra meglio rispetto alla radiografia tradizionale
Nella radiografia standard antero-posteriore (AP) in estensione, lo spazio articolare può apparire ancora relativamente conservato, soprattutto nelle fasi iniziali della malattia.
Con la flessione del ginocchio a 45°, invece:
il carico si concentra sulle aree posteriori delle superfici articolari
eventuali riduzioni dello spazio articolare diventano più evidenti
l’usura cartilaginea viene “smascherata” prima rispetto alle proiezioni convenzionali
È proprio per questo motivo che, in molti pazienti con dolore al ginocchio e sospetta artrosi, la proiezione di Rosenberg mostra alterazioni non visibili nelle radiografie standard.
Quando è particolarmente indicata
La proiezione di Rosenberg è particolarmente utile:
nei pazienti con dolore al ginocchio sotto sforzo, in salita, in discesa o dopo lunghi periodi in piedi
nei casi di sospetta artrosi iniziale o intermedia, quando la clinica è significativa ma le RX standard risultano poco indicative
nella valutazione accurata del compartimento mediale o laterale del ginocchio
quando è necessario stabilire con maggiore precisione l’entità reale del consumo cartilagineo
In pratica, è una proiezione che aiuta a capire quanto è realmente usurato il ginocchio, evitando di sottostimare la malattia.
Perché è fondamentale nella valutazione ortopedica
Dal punto di vista clinico, la proiezione di Rosenberg consente di:
migliorare l’accuratezza diagnostica
correlare meglio i sintomi del paziente con le immagini radiologiche
orientare in modo più corretto il percorso terapeutico, sia conservativo sia chirurgico
In altre parole, è uno strumento chiave per evitare diagnosi incomplete o tardive e per impostare un trattamento basato su dati oggettivi e affidabili.
Radiografia ginocchia in proiezione di Rosenberg sotto carico per valutazione dell’artrosi
Radiografia assiale di rotula: perché è fondamentale nello studio del dolore anteriore del ginocchio
L’articolazione femoro-rotulea (cioè il rapporto tra rotula e femore) è una delle cause più frequenti di dolore al ginocchio, soprattutto nei movimenti quotidiani come salire e scendere le scale, alzarsi da una sedia o mantenere il ginocchio flesso a lungo.
La radiografia assiale di rotula è una proiezione specifica che consente di osservare la rotula “dall’alto verso il basso”, mettendo in evidenza come essa scorre all’interno della troclea femorale durante la flessione del ginocchio.
Cosa consente di valutare
Questa proiezione permette di analizzare in modo accurato:
l’allineamento della rotula, verificando se è centrata o deviata
il rapporto tra rotula e femore, fondamentale per la distribuzione corretta dei carichi
la presenza di segni di degenerazione cartilaginea femoro-rotulea
eventuali alterazioni morfologiche che possono favorire attrito e sovraccarico
In presenza di artrosi femoro-rotulea, la radiografia assiale può mostrare una riduzione dello spazio articolare, irregolarità delle superfici o segni di sofferenza ossea che non sono visibili nelle proiezioni standard.
Quando è particolarmente indicata
La radiografia assiale di rotula è particolarmente utile nei pazienti che riferiscono:
dolore anteriore del ginocchio, soprattutto sotto sforzo
fastidio marcato nel salire o scendere le scale
dolore dopo periodi prolungati in posizione seduta (il cosiddetto “segno del cinema”)
sensazione di instabilità o di “rotula che lavora male”
È un esame fondamentale quando si sospetta un coinvolgimento femoro-rotuleo, anche in pazienti che presentano contemporaneamente artrosi degli altri compartimenti del ginocchio.
Perché è un’informazione chiave per la diagnosi
Dal punto di vista clinico, la radiografia assiale di rotula permette di:
identificare una artrosi femoro-rotulea isolata
comprendere se il dolore anteriore è legato a malallineamento o sovraccarico
completare la valutazione globale del ginocchio insieme alle altre proiezioni
Senza questa proiezione, il rischio è di sottovalutare una causa molto comune di dolore, con il risultato di una diagnosi incompleta e di un trattamento poco mirato.
Radiografia assiale di rotula per valutazione dell’articolazione femoro-rotulea
Radiografie di secondo livello
Telemetria degli arti inferiori
La radiografia degli arti inferiori sotto carico, detta anche telemetria, consente di analizzare l’asse meccanico dell’arto.
È indicata in casi selezionati, come:
ginocchio varo o valgo
artrosi prevalente di un compartimento
valutazioni pre-chirurgiche
Non è necessaria in tutti i pazienti, ma può fornire informazioni decisive in quadri complessi.
Radiografia e risonanza magnetica: differenze e indicazioni
Nel sospetto di artrosi del ginocchio, la risonanza magnetica non è l’esame di primo livello.
Nella maggior parte dei casi, una radiografia ben eseguita è sufficiente per l’inquadramento diagnostico.
La risonanza magnetica è indicata soprattutto quando si sospettano patologie diverse dall’artrosi, come lesioni meniscali o legamentose, o quando i sintomi non sono spiegati dai reperti radiografici.
Rischi e limiti delle radiografie
Le radiografie comportano una bassa esposizione a radiazioni ionizzanti, generalmente considerata sicura se l’esame è appropriato e giustificato.
Il limite principale è che la radiografia non visualizza direttamente i tessuti molli, come menischi e legamenti.
Quando le radiografie sono indicate / quando non lo sono
Indicate quando:
dolore persistente al ginocchio
sospetta artrosi
rigidità articolare e limitazione funzionale
Meno indicate quando:
trauma acuto con sospetto di lesioni legamentose isolate
dolore senza segni clinici articolari significativi
La scelta dell’esame deve sempre essere guidata da una valutazione clinica.
In breve
La radiografia è l’esame di base per il ginocchio
Deve essere eseguita sotto carico
Le proiezioni corrette fanno la differenza
La Rosenberg e l’assiale di rotula completano lo studio
La risonanza non è sempre necessaria
Domande frequenti (FAQ)
La radiografia del ginocchio è dolorosa?
No, è un esame rapido e indolore.
Serve una preparazione specifica?
No, non è richiesta alcuna preparazione.
Quante radiografie servono?
Dipende dal sospetto clinico; in genere più proiezioni forniscono una valutazione più completa.
La radiografia mostra la cartilagine?
No direttamente, ma ne valuta lo stato attraverso lo spazio articolare.
È meglio fare subito una risonanza?
Non sempre: nella maggior parte dei casi si inizia dalla radiografia.
La radiografia è sufficiente per diagnosticare l’artrosi?
Spesso sì, se eseguita correttamente.
Quanto dura l’esame?
Pochi minuti.
Ogni quanto va ripetuta?
Solo se clinicamente indicato, su consiglio medico.
Conclusioni
Le radiografie del ginocchio rappresentano uno strumento fondamentale per una diagnosi corretta, soprattutto in caso di sospetta artrosi.
La qualità dell’esame e la scelta delle proiezioni appropriate sono determinanti quanto l’esame stesso.
Questo contenuto è informativo e non sostituisce una valutazione medica specialistica.